Rimodulazione della Stagione lirica e di balletto 2012 del Teatro Lirico di Cagliari

L’opera Salome di Richard Strauss sarà sostituita dall’opera Fidelio di Ludwig van Beethoven, nelle stesse date previste e nel rispetto dei turni di abbonamento annunciati.

Il pubblico che non intendesse assistere comunque allo spettacolo, potrà chiedere il rimborso dei biglietti venduti o i relativi ratei di abbonamento da mercoledì 7 novembre a giovedì 15 novembre 2012.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle 10 alle 13 e nell’ora precedente lo spettacolo. Rimane chiusa i giorni festivi.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle 10 alle 13 e nell’ora precedente lo spettacolo, telefono +39 0704082230 - +39 0704082249, fax +39 0704082223, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube.

La Stagione lirica e di balletto 2012 si avvale della collaborazione di: Fondazione Banco di Sardegna, Capitta & Partners.



Ludwig van Beethoven
Fidelio o l’amore coniugale

Dramma lirico in due atti (tecnicamente un singspiel), su libretto di Joseph F. von Sonnleithner e Georg Friedrich Treitschke.

Prima rappresentazione: Vienna, Theater an der Wien, 20 novembre 1805, con la direzione dell’autore, riproposto, con varie modifiche, nel 1806 e nel 1814.

Ruoli principali:
- Florestan (tenore)
- Leonore, o Fidelio (soprano)
- Don Pizarro (baritono)
- Rocco (basso)
- Marzelline (secondo soprano)
- Jaquino (secondo tenore)
Completano il cast un secondo baritono (Don Fernando) e due comprimari (“Primo e secondo prigioniero”), che hanno interventi minimi.

La vicenda (relativa, pare, ad un episodio realmente accaduto durante la Rivoluzione Francese), era già stata trattata da altri compositori e da drammaturghi: la moglie di un prigioniero politico (Florestan) si traveste da uomo, assumendo il nome di Fidelio, per poter entrare come inserviente nella prigione in cui è rinchiuso il marito, e portargli un minimo di conforto. Alla fine, l’arrivo del “Ministro” porterà alla liberazione dei prigionieri ed alla condanna del loro aguzzino.
Nonostante l’intento “ufficiale” sia l’esaltazione della fedeltà coniugale e del sentimento amoroso, l’opera è permeata di concetti illuministi, configurandosi come un’esaltazione della dignità dell’uomo, della sua forza morale e, soprattutto, della libertà, valore supremo per Beethoven (non dimentichiamo che anche l’”Inno alla Gioia” di Schiller, che compare nella Nona Sinfonia, diventa tale solo per effetto della censura: in origine era un inno alla libertà, Freiheit, anziché Freude).
Se la tematica è illuminista, la forza espressiva e l’intensità di molte pagine (il coro dei prigionieri “O welche Lust”, l’aria di Florestan “In des Lebens Frühlingstagen”, il terzetto “Euchwerde Lohn in bessern Welten”, ad esempio) hanno una connotazione estetica assolutamente romantica, presentando quella duplicità di lettura (razionalismo classico e travolgente eloquenza stürmisch) che caratterizza anche la produzione strumentale di Beethoven.
L’azione si svolge in una fortezza-prigione di Siviglia nel secolo XVII, ma dall’opera è assente qualunque connotazione specifica (che probabilmente l’autore non voleva): il carattere assoluto dei valori espressi (valori illuministi, e come tali volutamente “atemporali”) consente una realizzazione scenica e registica libera e svincolata da esigenze realistiche.



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